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La tua guida all’ambiente dalla a alla z

Bonifica

La bonifica è l’intervento mirato ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee.

E’ da distinguere dalla “messa in sicurezza”, che non comporta l’eliminazione della fonte di inquinamento ma impedisce la contaminazione dell’ambiente circostante e le conseguenze sulla salute delle persone.

Biofiltro

L’attività produttiva di compostaggio produce cattivi odori dovuti ad esempio all’ammoniaca, ai mercaptani, all’indolo e all’acido solfidrico che possono essere facilmente abbattuti usando i biofiltri.

Il biofiltro è un materiale filtrante su cui si moltiplicano lieviti, muffe e batteri. L’attività metabolica dei microrganismi trasforma i composti maleodoranti in anidride carbonica, acqua e composti inorganici.

Biogas

Il biogas è il prodotto naturale della fermentazione batterica dei residui organici in assenza di ossigeno, detta più comunemente digestione anaerobica. Esistono appositi impianti di trattamento per produrre il biogas considerato attualmente una fonte energetica alternativa ai combustibili fossili.

Al termine del processo residua un “digestato” che viene considerato un fertilizzante, chiudendo apparentemente in modo perfetto il ciclo di smaltimento. Tuttavia il digestato come fertilizzante è di fatto già in parte esaurito, in quanto carente di sostanza organica, unico baluardo contro l’impoverimento della vitalità dei terreni.

Biossidazione

Indicata anche con l’acronimo Activ Composting Time (Fase Attiva di Compostaggio), la biossidazione rappresenta la prima fase del processo di compostaggio, nella quale avviene la degradazione e la stabilizzazione della sostanza organica, con conseguente perdita di acqua, peso e volume da parte del materiale trattato. Il processo ha luogo grazie all’azione di microorganismi aerobi, i quali vivono e operano in ambienti ricchi di ossigeno.

Perchè dunque abbia luogo un corretto processo di degradazione deve essere continuamente garantito l’apporto di ossigeno. Ciò è possibile o mediante il continuo rivoltamento del materiale oppure tramite sistemi di areazione a pavimento.

Durante la fase di biossidazione, il metabolismo degli agenti aerobi porta allo sviluppo di alte temperature che disattivano gli organismi patogeni presenti, igienizzando così la massa.

La biossidazione può avvenire “a cielo aperto” oppure in aree confinate. I tempi di biossidazione saranno tanto più veloci quanto elevato è il contenuto di ossigeno all’interno del cumulo. Ambienti chiusi in depressione e  la presenza di platee areate sono condizioni che assicurano un contenuto di ossigeno tale da rendere i processi biochimici più veloci

Batteri

I batteri intervengono nella fase di biossidazione del processo di compostaggio degradando zuccheri, proteine e grassi ad acqua e anidride carbonica. La loro attività è la principale responsabile dell’aumento di temperatura caratteristico della fase biossidativa.

Le prime popolazioni batteriche a colonizzare il substrato sono mesofile, riescono cioè, a vivere e moltiplicarsi a temperature intorno ai 15-45°C. Quando la temperatura si innalza, tali popolazioni formano dei corpi di resistenza (endospore) che consentono loro di sopravvivere in attesa di condizioni ambientali più favorevoli.

A questo punto, il substrato viene colonizzato da batteri termofili che possono vivere e moltiplicarsi a temperature intorno ai 55-65°C. Quando si instaura la fase di maturazione e la temperatura si abbassa, il substrato viene nuovamente colonizzato dalle popolazioni batteriche mesofile.

I batteri che si possono ritrovare nel substrato appartengono ai generi Bacillus, Staphylococcus, Streptococcus, Rhizobium, Azotobacter, Nitrobacter, Pseudomonas

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