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CDR – Combustibile da rifiuti

Acronimo di Combustibile da Rifiuti, detto anche Combustibile Solido Secondario. E’ un modo per utilizzare la frazione secca dei rifiuti e in particolare dei rifiuti solidi urbani a fini di produzione energetica.

La frazione secca dei rifiuti viene privata dei materiali inerti non combustibili o pericolosi. Infine, salvo ulteriore trattamento (es. pellettizzazione)  i rifiuti vengono compressi in ammassi, in genere da mezza o una tonnellata, e incellofanati formando le cosiddette “eco balle”.

Il Cdr per produrre energia viene bruciato negli inceneritori. In una gerarchia della corretta gestione dei rifiutil’incenerimento è da considerare uno strumento da preferire allo smaltimento in discarica ma dovrebbe comunque avere un utilizzo residuale rispetto al recupero e al riciclo.

Compost

Il compost è il risultato del trattamento dei rifiuti organici ottenuti da raccolta differenziata finalizzato alla produzione di fertilizzante organico. Il compost è infatti un ottimo “ammendante organico”. Il materiale organico di partenza può provenire dalla frazione umida della raccolta differenziata oppure da potature, ma anche da scarti dell’industria agroalimentare e fanghi non pericolosi.

A seconda della materia originaria si modificano le caratteristiche del prodotto finale, che però devono sempre rispondere a parametri tali da poterlo definire “compost di qualità” in relazione alla norma.

L’impiego del compost risponde al meglio alle esigenze di un’agricoltura sostenibile, mirata alla rivitalizzazione dei terreni tramite l’apporto di sostanza organica piuttosto che al loro sfruttamento indiscriminato facendo ricorso ai fertilizzanti chimici.

Centro di raccolta

Viene definita area di raccolta un’area presidiata e allestita per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti urbani per frazioni omogenee. Questi vengono conferiti dai detentori o dai cittadini per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento.

La denominazione include quella che in genere viene definita “piattafoma ecologica”: un impianto creato da alcune pubbliche amministrazioni, in base al sistema di gestione dei rifiuti scelto, nel quale possono essere conferiti i rifiuti solidi urbani differenziati e spesso i rifiuti speciali, quali ad esempio batterie esauste, medicinali scaduti, vernici e solventi, toner, elettrodomestici, ecc..

Compostaggio domestico

Il compostaggio domestico è il processo di trasformazione dei rifiuti organici prodotti in casa (scarti alimentari, piante recise, potature) che, attraverso le fasi di biossidazione e maturazione porta alla produzione di compost.

Per realizzare il compostaggio in casa è spesso utilizzata una compostiera, utile per mantenere le condizioni di areazione, umidità e temperatura che consentano un corretto processo di degradazione della materia organica.

Diversamente il compostaggio può avvenire in cumuli o in buca. In genere è necessario un giardino sul quale accumulare i rifiuti organici, che vano costantemente rivoltati per una buona areazione. Tuttavia è pressoché inevitabile la produzione di cattivi odori, così come l’attrazione di insetti. L’utilizzo di un’apposita compostiera può ridurre tali disagi.

CER – Catalogo europeo dei rifiuti

Codice Cer (Catalogo europeo dei rifiuti) è lo strumento di identificazione dei rifiuti. Ogni tipo di rifiuto viene catalogato  in base ad un numero che lo identifica. Le regole di deposito, trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti fanno riferimento a tali codici.

Il Cer è in vigore dall’1 gennaio 2002, per il recepimento della direttiva europea che lo ha istituito e per l’applicazione della decisione della Commissione europea che modifica l’elenco.

Ha trovato completa applicazione con l’emanazione degli atti di attuazione del Decreto legislativo 152 del 2006. I codici sono soggetti a periodiche revisioni.

Compostaggio

Il compostaggio è il processo che, tramite l’intervento umano, riproduce la trasformazione biologica degli scarti organici che avviene in natura con la decomposizione e la successiva stabilizzazione.

Tale processo è finalizzato ad ottenere fertilizzanti organici (il compost) molto validi agronomicamente in quanto ricchi di humus e flora microbica attiva.

Compostaggio industriale

Il compostaggio industriale è un processo di degradazione aerobica, maturazione e stabilizzazione dei rifiuti organici (provenienti per esempio dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani), in appositi impianti industriali che rendono tale processo controllato, accelerato e migliorato dall’intervento umano e tecnologico. Il risultato di questo trattamento di trasformazione e riciclo dei rifiuti organici è un prodotto fertilizzante finito: il compost.

Ciclo dei rifiuti

L’attività umana produce rifiuti, tanto maggiori quanto più evoluta è la società. L’aumento vertiginoso di rifiuti prodotto ha costretto la comunità ad affrontare in modo sempre più incisivo il problema della loro riduzione.

Il ciclo dei rifiuti parte quindi dalla loro produzione. Segue la fase di raccolta e gestione che porta al trattamento, recupero, e/o allo smaltimento.

Attualmente, in un approccio responsabile al problema della sostenibilità ambientale, anche grazie all’intervento di norme nazionali e internazionali, esiste una gerarchia nella corretta gestione del ciclo dei rifiuti con l’obiettivo di ridurre al massimo il conferimento in discarica. La priorità è data quindi alla “prevenzione”, ossia alla “non produzione” dei rifiuti stessi, ove possibile. Se prodotti, il passaggio successivo da preferire è quello del riutilizzo o del riciclo.

E’ questo lo scopo della raccolta differenziata che consente l’utilizzo dei rifiuti (ormai considerati non rifiuti) per la realizzazione di nuovi prodotti. Tutto ciò che non può essere sottoposto a riciclo o riuso deve quindi essere smaltito. Un primo passaggio può essere quello dello smaltimento tramite incenerimento o termovalorizzazione per la produzione di energia elettrica o termica. Solo alla fine, e per una quantità di rifiuti che dovrebbe progressivamente ridursi, è accettabile lo smaltimento in discarica.

Costo smaltimento rifiuti

In Italia lo smaltimento in discarica resta di fatto la soluzione più “economica” di trattamento dei rifiuti prevalentemente urbani. Il costo infatti è ancora molto basso rispetto a forme di recupero e riciclo, nonostante i meccanismi di penalizzazione fiscale introdotti (in molti casi con ritardo e continue dilazioni) dalle leggi nazionali e regionali.

Con la legge del 1995 è stata istituita un’ecotassa sullo smaltimento dei rifiuti in discarica, un costo che si aggiunge a quello di conferimento stabilito dal gestore dell’impianto.

L’ecotassa è – o dovrebbe essere – correlata inversamente al raggiungimento di determinati obiettivi di raccolta differenziata: essa diventa tanto più pesante quanto meno si fa ricorso al riuso e al riciclo.

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